Latte fresco: fonte di energia per lo sport e il benessere

L’attività fisica in genere, ancor più quella di uno sportivo richiede un importante dispendio energetico. E Senza un’adeguata alimentazione è impossibile competere, sia a livello amatoriale che professionistico. Ogni giorno, chiunque faccia un’intensa attività sportiva, soprattutto se giovanissimo, deve assumere un’adeguata quantità di proteine, vitamine e calcio, che possano aiutarlo a sopportare nel miglior modo possibile lo sforzo fisico, favorendo lo sviluppo dell’ apparato muscolare ed osseo. Il latte fresco pastorizzato offre tutte queste sostanze nutrienti in un unico prodotto naturale, unite ad un sapore puro e di altissima qualità.

46726-milkLa colazione ormai da anni è riconosciuta come il pasto più importante della giornata da medici e nutrizionisti. Per gli sportivi risulta addirittura essenziale: il primo pasto fornisce loro quel carburante necessario per affrontare uno sforzo fisico superiore rispetto a chi non svolge alcuna attività fisica. Proprio in questo momento è consigliabile assumere un buon bicchiere di latte fresco accompagnato da un bel pezzo di crostata (rigorosamente fatta  in casa) e da qualche frutto fresco di stagione.

Il latte fresco rappresenta per gli sportivi il miglior compagno di squadra perché esso mantiene intatte le proteine ed elimina il rischio di incorrere in batteri o impurità. Lo fa con il processo di pastorizzazione (72 gradi per 15 secondi), che rende il latte fresco un alimento totalmente sicuro, salutare e saporito.

Risulta, inoltre, molto facile da digerire e, dunque, perfetto per chi necessita di un ingente fabbisogno energetico, anche semplicemente per ovviare allo stress ed alla fatica di un’intensa giornata lavorativa. Da oggi gli sportivi hanno un’arma in più: fresco, sano e gustoso, il latte fresco di alta qualità ti aiuta a vincere!

Juve, presunzione e scelte discutibili: gli errori di Conte e Marotta in due anni di successi

La sconfitta maturata nella serata di ieri all’Olimpico contro la Roma di Rudi Garcia e costata l’eliminazione dalla Coppa Italia probabilmente non ha smosso nulla nel mondo Juventus: la delusione per l’eliminazione dalla “coppetta” (così pare essere considerata nell’ambiente bianconero) sarà smaltita molto velocemente da staff, giocatori e dirigenza, mentre i tifosi pare si sentano forti del fatto che per il terzo anno consecutivo festeggeranno lo scudetto e, in più, c’è la reale possibilità di poter vincere l’Europa League proprio Juventus Stadium, anche se il cammino è ancora lungo.

roma juventus coppa italiaQueste motivazioni sarebbero sufficienti per cancellare la delusione di una sconfitta quasi indolore, visti i quasi tre anni di dominio incontrastato in Italia, ma che, in realtà, indolore non è affatto. Vero, sembrerebbe un pensiero nettamente in controtendenza e quasi una mancanza di riconoscenza nei confronti di chi in questi anni ha riportato la Juventus dove è sempre stata; in realtà questa è una critica potenzialmente costruttiva, in virtù del fatto che per la Vecchia Signora dovrebbe essere arrivato il momento di una maturazione che possa portare alla conquista di credibilità, e quindi di trofei, anche al di fuori dei confini nazionali.

Il quarto di finale giocato ieri da mister Conte e dai suoi uomini ha evidenziato, ancora una volta, come i bianconeri pecchino di presunzione in diverse occasioni: è successo in Champions contro avversari tutt’altro che invincibili (Copenaghen l’ultimo esempio), è successo in alcune partite di campionato ed è successo ieri con i giallorossi, in una sfida che il tecnico pugliese ha deciso di interpretare in modo alquanto discutibile e ben lontano da quello che ci ha abituato a vedere. Conte ha dato spazio a coloro che hanno giocato meno fino a questo punto della stagione, cercando di ostentare (invano) ancora una volta che riserve come Quagliarella, Peluso e Isla siano all’altezza e offrano le stesse garanzie di titolari come Tevez, Lichtsteiner e Asamoah, mentre dall’altra parte Rudi Garcia schierava tutti i pezzi da 90; inoltre, la scelta di sfidare gli avversari (annientati in campionato un paio di settimane fa) proponendo un catenaccio “alla Mazzarri”, con tutti gli uomini a difesa dell’area di rigore, con gli attaccanti costretti ad agire 20 metri dietro la linea del centrocampo (manco ci fosse di fronte il Barça di Guardiola) si è rivelata talmente pessima e inadeguata che recriminare per la mancata espulsione di Benatia o per il goal annullato (ingiustamente) a Peluso sarebbe offensivo nei confronti di chi, invece, questa competizione ha deciso di onorarla.

Oltre alla presunzione dell’allenatore, un altro fattore che potrebbe aver rallentato l’affermazione definitiva della Juventus è rappresentato da alcune scelte di mercato di Beppe Marotta. Può sembrare strano, paradossale puntare il dito contro chi ha portato in bianconero i vari Pirlo, Barzagli, Tevez, Vidal, Llorente, Pogba spendendo una ventina di milioni o giù di lì, eppure qualche errore l’ha commesso anche lui. Si va dalla “super-valutazione” di un Isla infortunato da un anno all’inutile attesa della fine della Copa America 2011 per concludere l’acquisto di Agüero, sfumato dopo che il prezzo lievitò grazie, appunto, alle buone prestazioni del Kun in quella competizione; poi ci fu il mancato acquisto di Van Persie, ritenuto troppo “anziano” e non degno di una valutazione di circa 20 milioni, visto che il contratto con l’Arsenal sarebbe scaduto nella stagione successiva; discorso simile fu fatto per Drogba (bastava un piccolo conguaglio per strapparlo allo Shanghai Shenhua e portarlo in bianconero), al quale fu preferito Anelka; infine, è impossibile trascurare lo scontro all’ultimo sangue con la Fiorentina per accaparrarsi Berbatov nell’ultimo giorno di mercato (ebbene sì, Berbatov, non Ibrahimovic o Lewandowski), seguito dall’acquisto di Bendtner. L’ultima follia sarebbe stato lo scambio con l’Inter:  Vucinic, l’alternativa più valida agli intoccabili e titolarissimi Tevez e Llorente tra le seconde linee nonostante età e condizioni fisiche non ottimali, per Guarin, centrocampista indisciplinato, dalle qualità tecniche non eccelse e inutile in un centrocampo dove i posti sono solo tre e un giocatore come Marchisio spesso è costretto alla panchina; per fortuna i tifosi interisti (gli stessi non perdono occasione per fischiare Guarin ad ogni pallone sparato in curva nel tentativo di concludere a rete da distanze siderali) e la nuova proprietà nerazzurra hanno bloccato il tutto.

Tutto ciò non è affatto un attacco al metodo Conte o alla gestione (a tratti impeccabile) del mercato da parte di Marotta né un voler nascondere i meriti evidentissimi degli ultimi anni, ma è un discorso indispensabile per la consacrazione di una squadra che difficilmente potrà concretizzarsi se alcuni atteggiamenti non vengono corretti e se non vengono evitati errori da non commettere quando si è a certi livelli, nonostante nel frattempo siano arrivati successi e trofei. Mettere alla luce certe cose quando si vince è difficile, ma è anche vero che non c’è momento migliore per farlo, in modo che determinati ragionamenti e determinate analisi non vadano a destabilizzare i bianconeri che, salvo harakiri di ancelottiana memoria, viaggiano spediti verso la conquista del terzo scudetto di fila e sono ancora in corsa per un titolo europeo, che potrebbe arrivare in casa, davanti ai propri tifosi. Cara Juventus, sei forte ma devi ancora crescere…

Girone D: Uruguay, Italia, Costa d’Avorio, Inghilterra – Il sorteggio in diretta dei Mondiali Brasile 2014

Il girone D: Uruguay, Italia, Costa d’Avorio, Inghilterra. Un girone non facilissimo ma abbordabile, soprattutto se l’Inghilterra non darà il 110%.

Si parte con il sorteggio dei mondiali Brasile 2014, per scoprire la composizione dei gironi e quali squadre toccherà all’Italia affrontare nel girone di qualificazione, ricordando che rischiamo un girone di ferro essendo in seconda fascia.

Ci siamo il sorteggio dei gironi è partito e le squadre iniziano a formare i gironi tenendo conto dei limiti geografici, ad esempio non ci possono essere più di due squadre europee per girone.

Ecco gli aggiornamenti in diretta per gli 8 gironi da quattro squadre ciascuno che metteranno assieme le 32 squadre che partecipano al mondiale. Nel girone A c’è già il Brasile in quanto padrone di casa.

Girone A
Brasile
Camerun
Messico
Croazia

Girone B – Girone di ferro per i Campioni del Mondo in carica della Spagna
Spagna
Cile
Australia
Olanda

Girone C
Colombia
Costa D’Avorio
Giappone
Grecia

Girone D
Uruguay
Italia – 14 Giugno a Manaus la prima partita
Costa Rica
Inghilterra

Girone E
Svizzera
Ecuador
Honduras
Francia

Girone F
Argentina
Nigeria
Iran
Bosnia Erzegovina

Girone G – Durissimo anche il girone della Germania che sarà certamente equilibrato e ricco di emozioni
Germania
Ghana
USA
Portogallo

Girone H – Forse il girone più facile dei mondiali di Brasile 2014 assieme a quello della Svizzera
Belgio
Algeria
Corea del Sud
Russia

 

 

ATP Finals: Djokovic il ‘Maestro’, schiantato Nadal

Per il secondo anno consecutivo Novak Djokovic si è aggiudicato le ATP World Tour Finals, Master di fine anno che si disputa tra i primi otto giocatori del Ranking mondiale.
Alla ‘O2 Arena’ di Londra, il serbo ha battuto Rafael Nadal per 6-3 6-4, vincendo la manifestazione per la terza volta in carriera dopo i trionfi del 2008 e, appunto, della passata stagione.
Per lo spagnolo, invece, seconda sconfitta dopo quella del 2010 contro Federer.Novak Djokovic

Una prestazione impeccabile quella del tennista di Belgrado, che ha confermato lo straordinario momento di forma che sta attraversando in questi ultimi due mesi.
Un autunno praticamente perfetto per Nole, che non conosce la parola ”sconfitta” dal 9 settembre, giorno in cui perse la finale degli US Open proprio contro Nadal.

Il numero 2 del mondo ha ottenuto il settimo titolo di questo 2013, il quarto consecutivo dopo i successi di Pechino, Shanghai e Bercy. Inoltre, per lui, la striscia di vittorie consecutive sale a quota 22, considerando anche la Coppa Davis.
Un Djokovic che, dunque, sembra essere tornato sui livelli stratosferici di due anni fa. Cambio di marcia che è avvenuto (forse non a caso) da quando Nadal lo ha scavalcato in classifica.

Il numero 1 del mondo è stato dominato sul piano del gioco dal serbo, che lo ha costretto sempre sulla difensiva rendendolo pressochè inoffensivo.
Era comunque lecito (e logico) attendersi un calo di rendimento da parte dello spagnolo, che da febbraio a settembre è stato una macchina perfetta capace di annientare chiunque.

Per il maiorchino le ATP Finals restano un tabù, dato che è l’unico trofeo che ancora manca nel suo incredibile palmarès.
Nonostante la sconfitta, però, per il mancino di Manacor si chiude un 2013 fantastico che lo ha visto riprendersi la prima posizione del Ranking ATP.

Siamo a fine anno, ma in realtà è solo l’inizio di un’altra grande annata che si preannuncia più spettacolare che mai, con i due dominatori attuali che che senza dubbio si daranno ancora battaglia.
Occhio, ovviamente, a Murray (che rientrerà dopo l’operazione alla schiena) e, soprattutto, alla voglia di rivalsa di Federer, che è reduce dalla stagione più travagliata della sua carriera.

Volley: Macerata batte Trento e allunga in vetta

Non sembra conoscere ostacoli il cammino della Lube Banca Marche Macerata. Nel quarto turno del campionato di Serie A1, i marchigiani si sono aggiudicati il big match con la Trentino Volley, riscattando così la sconfitta subìta in Supercoppa.Trento-Macerata, Volley

Al ‘Pala Trento’, i ragazzi di Alberto Giuliani si sono imposti per 3-1 (25-16, 21-25, 28-26, 25-19) ottenendo il quarto successo consecutivo (il settimo considerando anche la Champions) che li proietta a punteggio pieno.
Biancorossi trascinati da Zaytsev (20), Kurek (17), Kovar (17), eletto MVP del match.

Passo indietro per la squadra di Serniotti, ma vincere due volte contro la corazzata marchigiana non è cosa semplice, soprattutto in questo periodo.
Trento scende al quarto posto (6 punti) ma ha sempre una gara (quella con Latina) da recuperare.

Alle spalle di Macerata c’è Piacenza, a quota 8. I romagnoli rifilano un netto 3-0 (25-19, 25-17, 25-23) a Ravenna e vincono la terza gara in stagione.
La compagine di Bonitta, invece, incassa il terzo stop e resta al penultimo posto con 4 punti.

Terza piazza in solitaria occupata da Verona. Gli scaligeri guadagnano un punto dopo la sconfitta casalinga con Perugia, capace di imporsi 3-2 (23-25, 25-23, 25-16, 19-25, 15-10). Per gli umbri si tratta del terzo successo in campionato, arrivato sempre al quinto set.

Vince e convince Vibo Valentia. Davanti al proprio pubblico, la Tonno Callipo supera con un perentorio 3-0 (25-16, 25-21, 25-22) Latina ritrovando una vittoria che mancava dalla prima giornata.
I giallorossi di Blengini salgono a 6 punti, mentre i pontini sono sempre ultimi senza neanche un punto all’attivo.

Prosegue il momento negativo di Cuneo. La formazione di Piazza è stata sconfitta dalla matricola Molfetta, vittoriosa per 3-0 (25-19, 25-20, 25-21). Pugliesi a quota 6 punti, piemontesi terzultimi con 4.
Impresa di Città di Castello che, sotto di due set, è riuscita a rimontare Modena. Gli umbri vincono 3-2 (23-25, 20-25, 26-24, 25-22, 15-8) e conquistano il secondo successo stagionale portandosi a 5 punti.
Modena sale a 6, ma subisce il terzo ko di fila, sempre al tie-break.

ATP Finals: Rafa e Nole inarrestabili, la coppia svizzera va ko!

Chiusura migliore non poteva esserci per la stagione tennistica. A sfidarsi per l’ultimo grande appuntamento dell’anno, le ATP World Tour Finals, saranno Rafael Nadal e Novak Djokovic, numero 1 e 2 della classifica mondiale.Rafael Nadal

Alla ‘O2 Arena’ di Londra, lo spagnolo si è imposto per la 22esima volta (la prima al Master) in 32 confronti diretti sullo storico rivale Roger Federer.
Il maiorchino si è aggiudicato la prima semifinale vincendo con i parziali di 7-5 6-3. Non ci si poteva aspettare di più da questo Federer che, reduce dalla battaglia con Del Potro, ha disputato comunque un buon match, soprattutto nel primo parziale.

L’ex numero 1 del mondo è sicuramente apparso in crescendo in quest’ultima parte del 2013, annata per lui decisamente negativa.
Il campione di Basilea deve ancora adattarsi alla sua nuova dimensione, visto che ora è decisamente lontano dal Federer dominatore degli scorsi anni, ma sembra stia gradualmente imparando ad accettare questo differente ruolo.

In queste due ultime settimane, sia a Bercy che a Londra, abbiamo finalmente assistito a sprazzi del Federer che tutti hanno conosciuto ed ammirato.
Il 2014 sarà certamente un anno diverso, probabilmente migliore di questo (anche se non è difficile ottenere risultati migliori rispetto a questa stagione).

Quello che servirà è sicuramente una tenuta fisica adeguata ai ritmi che impone il circuito. Con una condizione atletica accettabile (a patto che non ci siano problemi), unita alla sua immensa classe, FedEx potrà tornare ad insidiare i dominatori attuali di questo sport.

Nadal approda in finale al Master per la seconda volta in carriera dopo la sconfitta subìta nel 2010 proprio contro Federer.
A sfidarlo sarà Novak Djokovic che, nell’altra semifinale, ha sconfitto un ottimo Stanislas Wawrinka, che era all’esordio assoluto in questa manifestazione.
Il serbo ha superato lo svizzero con un duplice 6-3 e tenterà di ottenere il bis a Londra dopo il trionfo dello scorso anno.

Serie A: la Juve travolge il Napoli per 3-0, adesso anche la Roma trema!

Dieci gol fatti e zero subiti nelle ultime quattro partite, la Juve torna grande e domina anche lo scontro diretto contro il Napoli. Vincere era un imperativo categorico, specie dopo il pareggio della Roma contro il Sassuolo. La squadra di Antonio Conte esagera e schianta letteralmente i partenopei rifilandogli tre gol ed un sonoro schiaffo per le amibizioni da titolo degli azzurri. Decidono le reti di Llorente, Pirlo e Pogba, tre giocatori arrivati a parametri a zero che rendono ulteriore merito al lavoro svolto dalla società e dallo stesso Antonio Conte. Dopo il ko di Firenze, la Juventus si è svegliata dal torpore di inizio stagione ed è tornata a macinare punti e gioco. Adesso i bianconeri sono a meno uno dalla Roma e hanno anche un discreto calendario dalla propria parte. Ancora una sconfitta invece per il Napoli che, ad eccezione della sfida contro il Borussia Dortmund, ha fallito tutti i grandi appuntamenti perdendo contro Arsenal, Roma e Juve. Servirà un ulteriore step in termini di personalità alla squadra di Benitez per poter ambire a traguardi prestigiosi.

pirloLa partita è tutta nei primi dieci minuti, dove la Vecchia Signora schiaccia il Napoli nella propria metacampo con la solita intensità e l’aggressività dei bei tempi. In pochi minuti ci sono tre palle gol, una di queste viene capitalizzata da Llorente. Il basco si avventa su un tiro di Isla deviato fortuitamente da Tevez e porta in vantaggio i suoi. Sul gol, però, c’è una posizione di fuorigioco dell’attaccante bianconero non rilevata dall’assistente dell’arbitro. Juve subito in vantaggio, dunque, ed aggressiva come non mai grazie ad un Isla finalmente in palla e ad un Llorente molto abile nel gioco di sponda. Il Napoli si sveglia nella seconda metà del primo tempo ed ha qualche buona occasione con Higuain ed Insigne, le cui conclusioni, però, sono imprecise. Anche la Juventus potrebbe raddoppiare ma un Reina particolarmente ispirato nega la gioia del gol a Tevez e Llorente.

Nella ripresa si vede un Napoli più propositivo ma comunque troppo lento nella circolazione della palla. Una buona opportunità la crea Insigne su punizione ma Buffon è abile a deviare il pallone in calcio d’angolo. L’occasione migliore capita sui piedi di Hamsik che da buona posizione spedisce la palla a lato. Da qui in poi si spengono i partenopei e salgono in cattedra i campioni a disposizione della Juventus. Uno su tutti Andrea Pirlo. Il fantastista bresciano si inventa una punizione di rara bellezza e precisione, sulla quale nulla può Pepe Reina. Un gesto balistico spettacolare che lo consacra ancora una volta come uno dei migliori specialisti al mondo su calcio da fermo. Se Pirlo è il passato e il presente, Pogba è certamente il futuro di questa squadra e allora non vuole essere da meno e sigla un altro eurogol. Il francese si inventa un tiro al volo di destro ad oltre 100 chilometri orari di velocità. La palla colpisce il palo interno e si finisce in rete. Una realizzazione di pregevole fattura come era accaduto lo scorso anno, sempre contro il Napoli a Torino. Nel finale c’è solo spazio per l’espulsione di Ogbonna per doppia ammonizione e per i festeggiamenti dei tifosi della Juve. Ancora una volta i bianconeri lasciano le briciole al Napoli tra le mura amiche. Da quando Conte siede sulla panchina bianconera, tre vittorie su tre allo Stadium contro i partenopei: 8 gol segnati e neanche uno subito. Questa vittoria, forse, ha un peso specifico superiore rispetto alle altre, perchè lancia i bianconeri all’inseguimento della Roma e ne certifica ancora una volta la propria forza e la propria superiorità.

Moto GP, Valencia: Marc Marquez Campione del Mondo su Honda

Marc Marquez sulla pista di Valencia si prende il titolo di Campione del Mondo della classe Moto GP, il più giovane della storia, che all’esordio conquista titolo e pubblico. La gara la vince Jorge Lorenzo su Pedrosa, ma conta ben poco.

Marquez_Rossi_cavatappiJorge Lorenzo tenta di tenere unito il gruppo dei primi 5 per tentare di creare più difficoltà possibili a Marc Marquez, ma il Cabronçito ha saputo mantenere la calma, restando lontano dalla bagarre che vede persino una toccatina tra Pedrosa e Lorenzo. Poi il pilota della Yamaha se ne va cercando di tirarsi dietro, oltre il limite, anche Marquez, che invece resta freddo sempre sul suo standard e riesce a tagliare il traguardo terzo, passato anche da Pedrosa (cui ha letteralmente ceduto il posto).

Una splendida gara che Jorge Lorenzo vince, ma senza troppa gioia, perché Marc Marquez quest’anno ha entusiasmato tutto il mondo degli appassionati di motociclismo, perché a 20 anni all’esordio riesce a fare quello che nemmeno Valentino Rossi era riuscito a fare.

Lega Pro: Giocatori minacciati di morte, Salernitana-Nocerina dura 21 minuti!

Una farsa o forse è meglio definirla una vergogna: Salernitana-Nocerina ha tutto per diventare una pagina nera nella storia del calcio italiano. Il derby campano dura solo 21 minuti con i giocatori rossoneri, minacciati di morte dai propri tifosi, che si rifiutano di giocare. Dopo appena 50 secondi di gioco la Nocerina effettua tutti e tre i cambi e dopo 21 minuti altri cinque calciatori inscenano infortuni muscolari lasciando la propria squadra in sei. A quel punto l’arbitro per regolamento deve decretare la fine dell’incontro. Una partita in realtà mai cominciata.

tifosi nocerinaC’era grande attesa per il derby che vede protagoniste due squadre storicamente rivali, due località campane divise da pochissimi chilometri. Le autorità decidono di vietare la trasferta di Salerno ai tifosi rossoneri per motivazioni d’ordine pubblico. Di qui l’ira dei supporters di Nocera Inferiore. In duecento si recano al campo di allenamento della Nocerina e minacciano i propri calciatori. “Se giocate, avrete delle gravi ripercussioni..” Potremmo ricostruire in questo modo il dialogo avvenuto tra i tifosi e i calciatori. La squadra campana, fortemente impaurita, si era rifiutata di scendere in campo. Per questo motivo l’incontro, previsto inizialmente per le 12:30, è iniziato con quaranta minuti di ritardo. I dirigenti rossoneri erano riusciti a convincere i propri giocatori a cominciare la partita, ma evidentemente non è bastato.

Non è il primo, e forse non sarà l’ultimo episodio che vede una squadra di calcio ostaggio degli ultras. Raramente, però, abbiamo assistito ad un match interroto dopo pochissimi minuti con i calciatori che chiedono il cambio o fingono infortuni muscolari. Vedremo che tipo di provvedimenti ci saranno, questa volta, però, si è toccato davvero il fondo.

Moto 3, Valencia: Maverick Vinales è Campione del Mondo

Alla fine “il predestinato” il più talentuoso dei piloti della Moto 3 riesce a vincere il Campionato del Mondo. Maverick Vinales trionfa nella gara beffando Rins, che viene superato sul traguardo anche da Folger. Caduto nei primi giri Salom…

Maverick_VinalesIl suo numero 25 sarà sicuramente una costante, come il 93 di Marquez e il 99 di Lorenzo. Maverick Vinales sembra essere il nuovo talento spagnolo che avanza e vince, dopo un campionato combattutissimo con il debuttante Alex Rins e con l’altro talento spagnolo, ormai maturo, Luis Salom. E proprio quest’ultimo ha “perso” il mondiale mettendo assieme una serie di cadute ed infortuni che lo hanno spesso tenuto lontano dalla lotta perla vittoria nelle ultime gare.

La gara si decide all’ultima curva quando Rins tenta il tutto per tutto, anziché aspettare la scia giusta e Vinales riesce a restare in testa prendendosi quei 25 punti che lo fanno diventare Campione del Mondo e gli regalano una giornata da sogno, prima di tuffarsi nella nuova sfida in Moto 2.